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Persiste lo scarto tra le prestazioni in materia d’innovazione dell’Ue e quelle dei suoi principali concorrenti internazionali: gli Usa e il Giappone. Sebbene l’andamento nella maggior parte degli Stati membri Ue sia promettente, nonostante la crisi economica, i progressi non sono abbastanza rapidi. Mentre l’Unione mantiene un chiaro vantaggio sulle economie emergenti di India e Russia, il Brasile continua ad avanzare e la Cina la sta velocemente raggiungendo. Queste sono alcune delle conclusioni del Quadro valutativo dell’Unione dell’innovazione del 2010 pubblicato oggi dalla Commissione europea.
Persiste lo scarto tra le prestazioni in materia d’innovazione dell’Ue e quelle dei suoi principali concorrenti internazionali: gli Usa e il Giappone. Sebbene l’andamento nella maggior parte degli Stati membri Ue sia promettente, nonostante la crisi economica, i progressi non sono abbastanza rapidi. Mentre l’Unione mantiene un chiaro vantaggio sulle economie emergenti di India e Russia, il Brasile continua ad avanzare e la Cina la sta velocemente raggiungendo. Queste sono alcune delle conclusioni del Quadro valutativo dell’Unione dell’innovazione del 2010 pubblicato oggi dalla Commissione europea.All’interno dell’Ue la Svezia ha ottenuto i migliori risultati, seguita da Danimarca, Finlandia e Germania. Subito dopo si attestano, nell’ordine, Regno Unito, Belgio, Austria, Irlanda, Lussemburgo, Francia, Cipro, Slovenia ed Estonia. L’Italia rientra nel gruppo dei cosiddetti “innovatori moderati”, quelli le cui prestazioni sono inferiori dal 10 al 50% rispetto alla media Ue.
Il quadro valutativo del 2010 si basa su 25 indicatori relativi a ricerca e innovazione e considera i 27 Stati membri dell’Ue, la Croazia, la Serbia, la Turchia, l’Islanda, la Norvegia e la Svizzera.