In calo a settembre, rispetto ad agosto, i flussi commerciali con l’estero. Nel dettaglio, rileva l’Istat, l’import cede il 4,2 per cento e l’export il 2 per cento.
La diminuzione dell’export è di intensità analoga per entrambe le aree di sbocco: -2,1 per cento per i mercati Ue e -2 per cento per quelli extra Ue. In flessione sono soprattutto le vendite di beni strumentali (-4,5 per cento) e di prodotti energetici (-2,3 per cento), mentre i beni di consumo durevoli registrano un aumento dell’1 per cento.
La flessione delle importazioni è rilevante sia dai paesi Ue (-4,4 per cento) sia da quelli extra Ue (-3,9 per cento). Particolarmente accentuata è la contrazione degli acquisti di beni strumentali (-9,7 per cento).
A settembre si registra una flessione tendenziale per entrambi i flussi in valore: -4,2 per cento per l’export e -10,6 per cento per l’import. Considerando i volumi, le diminuzioni risultano più marcate: -7,8 per cento per l’export e -15,3 per cento per l’import.
Nel periodo considerato si rileva un avanzo commerciale di 408 milioni, sintesi di un disavanzo con i paesi dell’area extra Ue (-594 milioni) e di un surplus negli scambi con i paesi Ue (+1 miliardo).