Nel 2010 la quota di piccole e medie imprese che hanno cercato finanziamenti esterni è stata pari al 52,2 per cento, nettamente superiore a quella rilevata nel 2007 (36,5 per cento). Lo rileva l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica.
Il credito risulta il canale di finanziamento privilegiato (33,9 per cento). Al capitale di rischio ricorre meno dell’uno per cento delle aziende, mentre in tre anni è raddoppiata, passando dal 14,7 al 28,3 per cento, la quota di aziende che ha ricercato finanziamenti con strumenti diversi, quali credito commerciale, scoperti bancari, anticipazioni della clientela, sussidi pubblici, leasing e prestiti agevolati.
La percentuale di imprese che nel 2010 hanno chiesto e ottenuto almeno un finanziamento è stata del 79,8 per cento. Era l’87,5 per cento nel 2007.
Le banche sono il canale principale (oltre il 90 per cento) per le imprese che cercano finanziamenti tramite il credito. Tuttavia, tra il 2007 e il 2010 è cresciuta la quota di imprese che si sono rivolte anche ad altri soggetti (dal 17,1 al 35,4 per cento).
La quota di imprese che sono riuscite a ottenere crediti dalle banche è stata pari al 78,4 per cento del 2010, in netta riduzione rispetto a tre anni prima (86,6 per cento).
Il problema più frequente nella ricerca di finanziamenti riguarda la quantità di risorse accordata dalle banche, che per circa la metà delle imprese è stata inferiore alla cifra richiesta.