Il Prodotto interno lordo ha ceduto nel 2012 il 2,4% in termini reali. La flessione, spiega l’Istat nel rapporto 2013 sulla situazione del Pese, è dovuta principalmente alla caduta della domanda interna. La domanda estera netta ha tenuto, fornendo un contributo positivo alla crescita dell’attività economica.
La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 4,8 punti percentuali alla crescita del Pil, con contributi negativi pari a 3,2 punti percentuali per i consumi finali nazionali e a 1,6 punti per gli investimenti fissi lordi. Il processo di decumulo delle scorte ha inoltre contribuito negativamente per 0,6 punti percentuali. L’unica componente che ha dato un impulso positivo è stata la domanda estera netta, grazie al forte ridimensionamento delle importazioni e all’incremento, seppure contenuto, delle vendite all’estero.
Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito del 4,8%. Si tratta, sottolinea l’Istat, di una caduta di intensità eccezionale che giunge dopo un quadriennio caratterizzato da un continuo declino. A questo andamento hanno contribuito soprattutto la forte riduzione del reddito da attività imprenditoriale e l’inasprimento del prelievo fiscale.
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