Gli uomini hanno una capacità doppia, rispetto alle donne, di generare reddito. Il capitale umano, riferibile alla componente maschile della popolazione, ha infatti un valore pro-capite di 453mila euro, contro i 231mila euro della componente femminile.
Lo stima l’Istat, che per la prima volta diffonde un rapporto relativo al “valore monetario attribuibile allo stock del capitale umano”.
L’indagine, riferita al 2008, evidenzia anche forti differenze legate all’età dei lavoratori. Il capitale umano pro-capite di un under 35 è di 556mila euro, mentre nella fascia di età tra i 35 e i 54 anni si riduce a 293mila euro. Poi, nell’ultimo segmento dell’età da lavoro, quella tra i 55 e i 64 anni, cala fino a 46mila euro.
Complessivamente, l’intero valore dell’intero capitale umano italiano è di circa 13,47 miliardi di euro. Quindi, di 340mila euro per ciascun italiano.
Rieptto ai principali Paesi Ocse, spiega l’Istat, l’Italia sconta “un rilevante gap in termini di stock di capitale umano”. Il Belpaese risulta alle spalle di Usa, Canada, Regno Unito, Francia e Spagna, ossia di tutti i paesi che hanno aderito al progetto Human Capital dell’organizzazione parigina.
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