La popolazione italiana cresce solo grazie all’immigrazione. Alla fine del 2012 in Italia si contano 59.685.227 residenti, 291.020 in più rispetto all’anno precedente. Questo incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+369.717 unità) che neutralizza l’effetto negativo del saldo naturale (-78.697). Le nascite segnano, infatti, una nuova battuta d’arresto, da 546.585 del 2011 a 534.186, mentre i decessi salgono a 612.883 da 593.402.
E’ uno dei dati che emerge dalle tabelle contenute nell’Annuario statistico dell’Istat.
Nel 2011 il numero medio di figli per donna si attesta a 1,39, in leggero calo rispetto all’anno precedente. Nell’Unione europea a 15 Paesi, l’Italia si colloca al quinto posto per bassa fecondità, preceduta da Portogallo e Regno Unito (1,35 figli per donna) e Spagna e Germania (1,36). Nell’Ue27, i paesi con il numero medio di figli per donna più basso sono Ungheria (1,23), Romania (1,25) e Polonia (1,30).
La maternità poi, si legge nello studio, è sempre più posticipata: 31,4 anni è l’età media al parto in Italia, un valore fra i più alti in Europa, superato solo da quelli di Irlanda e Spagna (31,5).
Intanto l’Italia si conferma come un paese fra i più vecchi al mondo. La speranza di vita alla nascita, 79,4 anni per gli uomini e 84,4 anni per le donne continua a subire l’influenza positiva di riduzione dei rischi di morte a tutte le età. Nel 2011 l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione “anziana” di 65 anni e oltre e quella “giovane” da 0-14 anni) – con 148,6 anziani ogni 100 giovani – colloca l’Italia al secondo posto fra i paesi europei nel processo di invecchiamento della popolazione, preceduta solo dalla Germania (155,8%). L’elevata sopravvivenza, unita al calo della fecondità, rende l’Italia uno dei paesi più vecchi al mondo. La presenza straniera si concentra soprattutto al Nord Nel 2012 gli stranieri residenti in Italia sono 4.387.721, il 7,4% della popolazione residente complessiva. La presenza straniera si concentra soprattutto al Nord, dove risiede il 61,8% della popolazione straniera; seguono il Centro con il 24,2% e il Mezzogiorno con il 14,0%.