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Secondo la Cgil, nel 2012 sono 9 milioni le persone che si trovano nella cosiddetta “area del disagio”, cioè precari o part time involontari, o nell'”area della sofferenza occupazionale”, vale a dire disoccupati, scoraggiati immediatamente disponibili a lavorare e persone in Cassa integrazione.
“Gran parte del nostro Paese si vive in una condizione di miseria e non di povertà, di rassegnazione ed impossibilità di cambiamento – ha detto la segretaria della Cgil, Susanna Camusso – In questi anni di crisi infinita c’é stata l’interruzione della relazione tra lavoro e dignità”.