“La crisi internazionale ha colpito tutti, ma i giovani in modo particolare”. Lo ha dichiarato il presidente della Bce, Mario Draghi in occasione della commemorazione di Federico Caffè.
“La iniqua distribuzione del peso della flessibilità solo sui giovani – ha aggiunto – una eterna flessibilità senza speranza di stabilizzazione, porta tra l’altro le imprese a non investire nei giovani il cui capitale umano spesso si deteriora in impieghi di scarso valore aggiunto”.
“Il sottoutilizzo delle risorse dei giovani riduce in vari modi la crescita -continua Draghi- abbassa la probabilità di nascita di nuove imprese, mediamente più innovative delle altre, determina a lungo andare il decadimento del capitale umano, frenando l’assimilazione del progresso tecniche l’efficienza dei processi di produzione. Oltre a ferire l’equità, costituisce uno spreco che non possiamo permetterci”.