Ad aprile l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è risultato in aumento di appena lo 0,1 per cento rispetto al mese precedente e dell’1,8 per cento su base annua.
Lo rileva l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica.
Nella media dei primi cinque mesi del 2011 l’indice è cresciuto, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, di due punti percentuali.
I settori che ad aprile presentano gli incrementi maggiori rispetto a un anno prima sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (4,1 per cento), estrazione minerali e militari-difesa (4 per cento), agricoltura (3,8 per cento), energia e petroli e forze dell’ordine (3,7 per cento). Gli aumenti più contenuti riguardano ministeri, scuola, regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale ( 0,3 per cento). Alla fine di aprile i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 63,3 per cento degli occupati dipendenti e al 58,5 per cento del monte retributivo osservato.
I dipendenti in attesa di rinnovo sono il 36,7 percento. In media, l’attesa di rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è di 16,1 mesi.
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