Entrano a fatica nel mondo del lavoro. E quando lo fanno, hanno retribuzioni inferiori al passato.
Sono i laureati italiani, secondo il 16mo rapporto di Almaurea sulla condizione occupazionale.
Nei primi due livelli di laurea, triennali e magistrali, lievita la disoccupazione rispetto agli anni passati. La quota di lavoro stabile si contrae, così come il livello delle retribuzioni. Resta comunque vero che tra uno e cinque anni dalla laurea tutte gli indicatori esaminati migliorano sensibilmente.
La stabilità contrattuale riguarda, a un anno dal conseguimento del diploma, il 41% tra i triennali e il 35% tra i magistrali e tra i colleghi a ciclo unico. Negli ultimi cinque anni, si è associato un aumento dei lavori non regolamentati da alcun contratto di lavoro. Le retribuzioni a un anno scendo ulteriormente rispetto alla rilevazione precedente. Complessivamente, si attesta attorno ai mille euro netti mensili. Rispetto alla precedente rilevazione, le retribuzioni reali risultano in calo, con una contrazione pari al 5% tra i triennali, al 3% fra i magistrali biennali e al 6% fra i colleghi a ciclo unico. Se si estende il confronto temporale all’ultimo quinquennio (2008-2013), si evidenzia che le retribuzioni reali sono diminuite, per tutte e tre le lauree considerate, del 20% circa.
6