“L’Italia non poteva guardare con indifferenza o distacco agli avvenimenti in Libia, non poteva rimanere inerte dinanzi all’appello del Consiglio di Sicurezza. E’ nostro impegno, sancito dal Parlamento, restare schierati con le forze di altri paesi che hanno raccolto l’appello delle Nazioni Unite”.
Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo alla Giornata mondiale del rifugiato, in occasione del 60mo anniversario della Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati.
“L’afflusso sulle nostre coste di rifugiati e richiedenti asilo di varie nazionalità africane, pone problemi non lievi alle nostre istituzioni e amministrazioni – ha aggiunto il capo dello Stato – Problemi non lievi perché si tratta di un afflusso improvviso e intenso, giorno dopo giorno, e perché esso si è aggiunto ad un afflusso, anch’esso bruscamente intensificatosi, di immigrati illegali provenienti dalla Tunisia. Non si deve perdere, da parte dell’opinione pubblica italiana, la distinzione tra i due fenomeni: bisogna affrontarli insieme ma su piani anche giuridicamente diversi, secondo le rispettive regole quali finora definite in sede di Unione Europea”.
“E’ giusto, in questa occasione, – ha quindi rilevato il presidente Napolitano – sollecitare attenzione e collaborazione, innanzitutto al livello europeo, per le prove cui sta facendo fronte l’Italia, considerando che essa rappresenta agli occhi tanto dei migranti in cerca di lavoro e di vita migliore, quanto dei richiedenti protezione e asilo, la porta dell’Europa”.