“La mafia, Cosa Nostra e le altre espressioni della criminalità organizzata rimangono ancora un problema grave della società italiana, e dunque della democrazia italiana. Dobbiamo perciò, noi tutti, proseguire con la più grande determinazione e tenacia sulla strada segnata con il loro sacrificio da Giovanni Falcone e da Paolo Borsellino vent’anni fa”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della cerimonia commemorativa del giudice Giovanni Falcone nel ventennale dell’assassinio.
Il capo dello Stato ha ricordato che “se le stragi in cui caddero massacrati Falcone e Borsellino, insieme a uomini e donne delle loro scorte segnarono il culmine dell’attacco frontale allo Stato, ai suoi rappresentanti più temibili nello scontro diretto e quotidiano con il crimine organizzato, e se gli attentati della primavera del 1993, e il loro torbido sfondo, si esaurirono in se stessi, la mafia seppe darsi altre strategie, meno clamorose ma non meno insidiose”.
“Da allora – ha proseguito Napolitano – le diverse organizzazioni criminali hanno coltivato vecchi e nuovi traffici profittevoli e invasivi, conservando e acquisendo posizioni di potere soprattutto sul terreno economico, anche attraverso pesanti condizionamenti della vita politico-istituzionale. E oggi la compenetrazione tra la criminalità e l’attività economica è divenuta un nodo di estrema rilevanza per il Mezzogiorno”.
“Che questa possa oggi anche tentare feroci ritorni alla violenza di stampo stragista e terroristico, non possiamo escluderlo” ha ammonito il presidente, che ha poi auspicato un “sollecito e serio svolgimento delle indagini sull’oscura, feroce azione criminale di Brindisi”.
“Ma una cosa è certa – ha aggiunto -, questi nemici del consorzio civile e di ogni regola di semplice umanità, avranno la risposta che si meritano. Se hanno osato stroncare la vita di Melissa e minacciare quella di altre sedicenni aperte alla speranza e al futuro, se lo hanno poi fatto a Brindisi, in quella scuola, per offendere la memoria di una donna coraggiosa, di una martire come Francesca Morvillo Falcone, la pagheranno, saranno assicurati alla giustizia. E se hanno pensato di sfidare questa stessa commemorazione, oggi a Palermo, di Giovanni Falcone, delle vittime della strage di Capaci a vent’anni di distanza, stanno già avendo la vibrante prova di aver miseramente fallito”.