Il governo italiano auspica “una soluzione amichevole” della controversia internazionale con l’India, relativa alla vicenda dei due maro’ accusati dell’omicidio di due pescatori del Kerala, e non fatti tornare indietro dalla Farnesina al termine della licenza per il voto. Come contromisura il governo di New Delhi sta impedendo all’amasciatore italiano Daniele Mancini di lasciare l’India.
“La decisione della Corte Suprema di precludere al nostro Ambasciatore di lasciare il Paese senza il permesso della stessa Corte costituisce una evidente violazione della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche che codifica principi universalmente riconosciuti – si legge in una nota della Farnesina – Continuiamo a far valere anche formalmente questo principio, fondamentale per le relazioni tra gli Stati, e principio-cardine di diritto consuetudinario e pattizio costantemente ribadito dalla Corte Internazionale di Giustizia”.
“L’Italia – prosegue la Farnesina – ribadisce la propria convinta volonta’ di pervenire a una soluzione della vicenda, avviando ogni utile consultazione. Cio’ nello spirito delle amichevoli relazioni che desidera mantenere con l’India, nella consapevolezza della importanza dell’India, sia sotto il profilo bilaterale sia sul piano delle sfide e delle responsabilita’ globali che ci accomunano”.