Il Comune è l’istituzione di base e più vitale del nostro sistema democratico costituzionale. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
“Non mi sono mai pentito di aver sostenuto, da presidente della Camera, la riforma elettorale che diede vita a un sistema di elezione diretta dei sindaci – ha dichiarato il Capo dello Stato – Su altre elezioni dirette sono stato poi meno d’accordo, ma lì c’era contiguità tra la persona da eleggere e il corpo elettorale, una contiguità che si sarebbe rinnovata giorno per giorno attraverso l’esercizio della funzione di sindaco. Era anche giusto investire il sindaco di responsabilità, di poteri di aggregazione e decisione che mancavano nel vecchio sistema. Un sistema che non solo vedeva una terribile complessità e talvolta tortuosità di ricerche d’intesa e infine di intese per il nome del Sindaco dopo che i cittadini avevano già votato. C’erano anche grosse difficoltà nel processo decisionale che è stato, appunto, fortemente supportato dall’elezione diretta del Sindaco, dai poteri a lui conferiti, anche se talvolta insisto sulla necessità che si tenga sempre un forte rapporto con il Consiglio Comunale, che non si dimentichi mai il valore della rappresentanza collettiva e collegiale accanto alla rappresentanza affidata personalmente al Sindaco”.
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