“Il coinvolgimento dell’Italia nella sfida per salvare l’euro, e con esso le conquiste del processo d’integrazione europea, è totale”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rivolgendosi agli ambasciatori italiani riunitisi alla Farnesina.
“Siamo ancora immersi in una crisi che è inscindibilmente italiana ed europea – ha aggiunto il capo dello Stato – nella scia della crisi globale insorta nel 2008. Sappiamo come per l’Italia l’abnorme debito pubblico accumulatosi nei decenni sia divenuto un elemento di fragilità tale da esporci al rischio di un drammatico disastro finanziario. E scontiamo anche le conseguenze della contraddittorietà e dell’angustia delle risposte date dall’Unione, nel corso del 2011, alla crisi dell’Eurozona nel suo complesso”.
“Siamo dunque chiamati – ha proseguito Napolitano – a fare finalmente scelte severe e coraggiose a casa nostra e insieme a concorrere a soluzioni organiche di consolidamento della moneta unica, di rafforzamento della governance economica e del potenziale di crescita dell’Unione. Come si è già visto nelle ultime settimane, questo contributo possiamo metterci in grado di darlo effettivamente e di vederlo riconosciuto. Un ritorno autorevole dell’Italia al tavolo delle istituzioni europee e nella cerchia di impegnativi incontri ristretti, è già in atto. Si spiega dunque assai bene il concentrarsi sull’Euro dell’impegno del nuovo governo, particolarmente abilitato nella persona del Presidente Monti e di altri suoi membri a intervenire nel teatro europeo. Ne è parte lo stesso concentrarsi di queste settimane sul varo di un corposo decreto, motivato dalle urgenze del critico contesto finanziario europeo”.