“Rendere onore alla magistratura è la premessa di ogni produttivo appello alla necessaria collaborazione per le riforme”. E’ il pensiero del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, esternato in occasione della Giornata della memoria per le vittime del terrorismo.
Per il capo dello Stato la battaglia al terrorismo è stata vinta “grazie alla fibra morale, al senso del dovere, all’impegno nel lavoro e nella vita civile che hanno caratterizzato servitori dello Stato e cittadini di ogni professione e condizione”.
Il presidente Napolitano ha sottolineato che “se oggi poniamo l’accento sui servitori dello Stato, è per sottolineare come fu essenziale la loro lealtà alle istituzioni e come fu decisiva, contro il terrorismo, la battaglia sul fronte della giustizia penale. Quella battaglia fu vinta grazie al concorso e, nei casi estremi, al sacrificio di tutti i soggetti impegnati nelle attività investigative e nei percorsi processuali. Sul fronte della giustizia la battaglia fu vinta in nome e nel rispetto della Costituzione e dello Stato di diritto, retaggio prezioso e irrinunciabile della lotta antifascista e della Resistenza”.
Il capo dello Stato ha successivamente ringraziato il Consiglio superiore della magistratura e il suo vice presidente Vietti per l’opera composta in segno di omaggio alla memoria di Vittorio Bachelet e di tutti i magistrati uccisi dal terrorismo e dalle mafie. “Si sfoglino quelle pagine, ci si soffermi su quei nomi, quei volti, quelle storie, per poter parlare responsabilmente della magistratura e alla magistratura, nella consapevolezza dell’onore che ad essa deve esser reso come premessa di ogni produttivo appello alla collaborazione necessaria per le riforme necessarie. E sia in noi tutti chiara e serena la certezza che le pagine di quest’opera, i profili e i fatti che presenta, le parole che raccoglie sono come pietre, restano più forti di qualsiasi dissennato manifesto venga affisso sui muri della Milano di Emilio Alessandrini e Guido Galli, e di qualsiasi polemica politica indiscriminata”.
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