“Credo che per raggiungere una parità sostanziale tra uomini e donne sia necessario incidere sulla concezione del ruolo della donna, sugli squilibri persistenti e capillari nelle relazioni tra i generi, su un’immagine consumistica che la riduce da soggetto ad oggetto, propiziando comportamenti aggressivi che arrivano fino al delitto”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso del suo intervento al Quirinale per la celebrazione della Giornata internazionale della donna.
“Le donne italiane – ha affermato Naplitano – sono ancora lontane dall’aver conquistato la parità in molti campi. Basti ricordare il divario di genere, quale risulta anche dai rapporti internazionali, nella rappresentanza politica, nei media, ancora in qualche carriera pubblica, nella conduzione delle imprese, basti più in generale ricordare il divario e le strozzature che pesano nell’accesso al mercato del lavoro. Ne soffrono soprattutto le ragazze, le giovani in cerca di occupazione: e per comprendere quali energie e potenzialità rischino così di essere sacrificate, basta vedere come si fanno valere ricercatrici italiane quali quelle che ho incontrato qualche giorno fa al Cern di Ginevra”.
“Per favorire il cammino verso una parità sostanziale – ha proseguito il capo dello Stato – , molto devono fare la scuola e i mezzi di comunicazione attraverso i valori che trasmettono, e una rilevante responsabilità cade su quanti hanno ruoli preminenti in tutti gli ambiti e le professioni. Alle donne in particolare, tocca offrire validi modelli di comportamento. Non solo a quante hanno particolari funzioni e visibilità, ma a tutte le donne spetta, nella quotidianità della loro vita, il dovere di contrastare luoghi comuni, di esigere rispetto e considerazione. Ne consegue che l’ulteriore cammino verso la parità di genere non può non essere parte di una generale ripresa di valori civili”.