L’olio extravergine italiano si suicida. E’ con questa immagine che il New York Times sferra un attacco al simbolo del Made in Italy nel mondo.
In quindici disegni, realizzati dal vignettista Nicholas Blechman, art director del quotidiano statunitense, viene rappresentata la produzione nazionale di extravergine come un covo di truffatori che importano olio dall’estero, in particolare da Spagna, Marocco, e Tunisia, da miscelare con quello italiano e infine adulterare con beta-carotene e clorofilla per camuffarne odore e colore.
Un plauso viene però rivolto all’azione investigativa e di repressione svolta dalle forze dell’ordine, in particolare dal nucleo antifrodi dei carabinieri.
Secondo l’analisi del Nytimes, le bottiglie di finto olio extravergine vengono spedite in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti, dove sarebbero addirittura il 70% del totale delle bottiglie di olio italiano importato.
“Il racconto del New York Times – sottolinea la Coldiretti – riporta una realtà, purtroppo già nota e denunciata, di numerose frodi e contraffazioni come quella scoperta recentemente dalla Guardia di Finanza in Toscana che ha portato al sequestro di 8 milioni di bottiglie di olio di oliva destinato al mercato, con una origine e qualità diverse da quelle presentate”
“Le accuse del New York Times ci dicono che negli USA il vero made in Italy è ancora sotto attacco” dichiara Massimo Gargano, presidente di Unaprol, che lancia l’allarme ma invita a vederci chiaro perché “le accuse mosse al nostro made in Italy non riguardano il vero olio extra vergine di oliva prodotto in Italia bensì quello che viene spacciato fraudolentemente per made in Italy negli Usa e non solo”. “Quello della contraffazione – aggiunge – è un problema che non riguarda solo l’olio ma anche pizza, e pasta che con l’italian sounding ci vanno a braccetto”.
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