Nel 2010 le entrate complessive accertate delle amministrazioni provinciali sono pari a 12.988 milioni di euro, il 2 per cento in più rispetto all’anno precedente. Le entrate correnti risultano in crescita dello 0,9 per cento, quelle in conto capitale del 12,1 per cento, mentre diminuiscono del 13,1 per cento le entrate per l’accensione di prestiti.
A fornire i dati è l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica.
Le entrate complessive riscosse, pari a 12.069 milioni di euro, si riducono del 3,3 per cento rispetto all’esercizio precedente, così come le entrate correnti (-1,8 per cento) e quelle per l’accensione di prestiti (-29 per cento), mentre risultano stabili quelle in conto capitale.
Rispetto al 2009 cresce la quota delle entrate tributarie, che rappresentano il 48,6 per cento delle entrate correnti, e quella delle entrate extra-tributarie (7,7 per cento). Diminuisce invece la quota di entrate per contributi e trasferimenti (43,7 per cento delle entrate correnti).
Le spese complessive impegnate dalle province per l’anno 2010, pari a 13.338 milioni di euro, crescono del 2,1 per cento rispetto all’anno precedente. Le spese correnti risultano in leggero aumento (+0,8 per cento), mentre è più consistente la crescita delle spese in conto capitale (+6,1 per cento). Le spese per il rimborso di prestiti si riducono, invece, dello 0,9 per cento.
Le spese complessive effettuate sono pari a 12.162 milioni di euro, in diminuzione del 5,1 per cento rispetto al 2009. Le spese in conto capitale, quelle per rimborso di prestiti e le spese correnti presentano tutte variazioni negative (rispettivamente, -16,9 per cento, -1,2 per cento e -0,6 per cento)
La quota delle spese per il personale, che costituiscono il 25,4 per cento delle spese correnti, risulta in leggera diminuzione rispetto all’esercizio precedente, mentre è in crescita quelle per l’acquisto di beni e servizi (47,1 per cenot) e per le altre spese correnti (3,7 per cento).