La Corte di Cassazione, accogliendo un ricorso presentato da 27 soggetti, ha dichiarato rilevanti le questioni di legittimità sollevate nei confronti della legge elettorale, il cosiddetto Porcellum, disponendo la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.
“Il premio di maggioranza alla Camera previsto – si legge nell’ordinanza – è un meccanismo premiale che da un lato, incentivando il raggiungimento di accordi tra le liste al fine di accedere al premio, contraddice l’esigenza di assicurare governabilità e dall’altro provoca una alterazione degli equilibri istituzionali, tenuto conto che la maggioranza beneficiaria del premio è in grado di eleggere gli organi di garanzia che restano in carica per un tempo più lungo della legislatura”. Per il Senato, la Cassazione avanza dubbi di legittimità costituzionale “per la mancanza di una soglia minima di voti e/o seggi e per un meccanismo irrazionale che di fatto contraddice lo scopo che vuole perseguire”. Infatti essendo “il premio diverso per ogni Regione – prosegue la Cassazione – il risultato è una sommatoria casuale dei premi regionali che finiscono per elidersi tra loro e possono addirittura rovesciare il risultato ottenuto dalle liste e coalizioni su base nazionale”.