In Italia il 24,7 per cento della popolazione sperimenta il rischio di povertà o esclusione, un valore superiore alla media Ue del 23,1 per cento.
Il sintomo di disagio economico più diffuso è il rischio di povertà, che coinvolge 7,5 milioni di persone, equivalenti al 12,5 per cento della popolazione. E’ più contenuta, invece, la diffusione del sintomo di grave deprivazione, che riguarda 1,7 milioni di persone (il 2,9 per cento della popolazione) e del solo sintomo di intensità lavorativa molto bassa: 1,8 milioni di individui (3 per cento della popolazione) Solo l’jno per cento della popolazione residente (circa 611 mila individui) vive in una famiglia contemporaneamente a rischio di povertà, deprivata e a intensità di lavoro molto bassa.
A livello territoriale i differenziali appaiono consistenti fortemente a sfavore del Mezzogiorno, dove la quota delle persone che si trovano contemporaneamente nelle tre condizioni di rischio considerate dalla Strategia Europa 2020 è superiore al 2 per cento (circa 469 mila individui). Nelle regioni meridionali, dove risiede circa un terzo della popolazione nazionale, vive il 57 per cento delle persone a rischio di povertà o esclusione (in almeno una condizione di disagio) e il 77 per cento di quelle con tutti e tre i sintomi (rispettivamente 8,5 milioni e 469 mila individui).
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