Sicurezza sociale, diritto di soggiorno e riconoscimento delle qualifiche professionali. Questi i settori in cui, nel 2010, cittadini e imprese dell’Unione europea hanno avuto maggiori problemi. Lo rileva il Rapporto annuale del Solvit, organismo europeo che si occupa di promuovere la corretta applicazione del diritto comunitario tra le amministrazioni nazionali.
Nel 2010 i casi affrontati dai centri Solvit sono stati 1363, in leggero calo rispetto ai 1540 del 2009.
L’Italia, con oltre duecento casi trattati, è il quarto Paese per numero di reclami, preceduta da Regno Unito, Francia e Spagna. I quattro Paesi rappresentano oltre il 50 per cento dei casi complessivamente affrontati dalla rete Solvit. Dei casi aperti contro le amministrazioni italiane, Solvit Italia ne ha risolti positivamente oltre il 90 per cento, ottenendo un coefficiente superiore alla media europea.
Più del 70 per cento dei 1363 casi riguardano tre settori: la sicurezza sociale (471 casi), dove sono emersi problemi relativi al riconoscimento della pensione in altri paesi Ue e alle cure mediche fuori dal Paese d’origine, il diritto di soggiorno (306 casi) e il riconoscimento delle qualifiche professionali (220 casi) dove l’Italia copre il 13 per cento dei casi gestiti dietro solo a Spagna (29 per cento) e Francia (15 per cento).
Cresce in Italia anche il numero di casi relativi alla registrazione di veicoli acquistati o immatricolati in un altro Paese Ue. L’intervento del Solvit Italia risulta decisivo per superare le lunghe, complesse e onerose procedure di immatricolazione.
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