La spesa delle famiglie è frenata dalla debolezza del reddito disponibile e dalle incerte prospettive del mercato del lavoro. E’ quanto emerge dal Bollettino Economico della Banca d’Italia diffuso oggi.
Sulla spesa delle famiglie ha inciso nel 2011 l’ulteriore riduzione del reddito disponibile reale che, risentendo dell’accelerazione dei prezzi al consumo, è diminuito dello 0,5 per cento.
A partire dal 2008 la capacità di spesa delle famiglie è scesa complessivamente di quasi il 5 per cento.
E’ proseguita la tendenza flettente del tasso di risparmio, diminuito nel 2011 di 0,7 punti, al 12,0 per cento.
Emergono tuttavia segnali di ripresa della fiducia dei consumatori, che aveva toccato un minimo storico alla fine del 2011, si legge nel rapporto.
I consumi delle famiglie, dopo aver ristagnato nel primo semestre del 2011, nel secondo sono diminuiti dello 0,8 per cento rispetto al semestre precedente.
Alla modesta crescita dei servizi si è contrapposta la significativa riduzione dei consumi di beni, in particolare di quelli durevoli (-4,4 per cento sul semestre precedente).
La debolezza dei consumi si è protratta anche all’inizio di quest’anno, soprattutto nella componente di beni durevoli. Le immatricolazioni di autovetture si sono ridotte di oltre il 10 per cento
nel primo trimestre, cumulando in un anno una perdita di più di 25 punti percentuali. Il pessimismo delle famiglie circa l’andamento della situazione economica generale si è attenuato.
Nel complesso il clima di fiducia ha mostrato un graduale miglioramento, dopo avere toccato nello scorso dicembre il valore minimo dalla recessione dei primi anni Novanta.
Il livello del debito rimane significativamente inferiore a quello medio dell’area dell’euro, pari a circa il 100 per cento del reddito disponibile nel 2011.