Una molecola estratta dal tè verde potrebbe essere efficace nel contrastare lo stress ossidativp, e riattivare le funzioni mitocondriali nei pazienti affetti da sindrome di Down. Lo prova una ricerca, ad opera dell’Istituto di biomembrane e bioenergetica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibbe-Cnr) di Bari, pubblicata su “Biochimica et Biophysica Acta-Molecular Basis of Disease”.
La ricerca, condotta a distanza di oltre 50 anni dall’individuazione della causa genetica della sindrome di Down (Ds), potrebbe essere utile nell’attenuare l’insorgenza di alcune gravi manifestazioni cliniche della sindrome, aiutando a migliorare le condizioni di vita dei pazienti.
La molecola in questione, l’epigallocatechina-3-gallato (Egcg), è stata già testata sull’uomo ed è nota per le sue proprietà antitumorali e antinfiammatori.
Secondo Rosa Anna Vacca, ricercatrice dell’Ibbe-Cnr i risultati raggiunti costituiscono una valida piattaforma sperimentale e teorica per applicazioni cliniche e propongono l’Egcg come possibile candidato per il trattamento della sindrome di Down. “Nel prosieguo dello studio – aggiunge – ci proponiamo di analizzare le performance bioenergetiche su modello animale per poi passare alla fase clinica”.
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