Il governo Monti? Una medicina amara ma necessaria, dopo un lungo periodo di politica irresponsabile. L’Europa? Qualcosa per cui lavorare e da promuovere. I partiti politici? Sono in caduta libera.
Queste le opinioni degli italiani, secondo la ricerca “La ricomposizione del noi” condotta dal Censis intervistando un campione di popolazione over 50.
Per il 36,8 per cento degli intervistati il governo Monti è una soluzione transitoria per affrontare la fase di difficoltà, per il 28,1 per cento è la soluzione migliore che si potesse trovare, mentre per il 28,3 per cento rappresenta il fallimento della politica.
Le misure di rigore vengono giudicate dal 50,2 per cento degli intervistati né ottime né buone, ma necessarie. Tuttavia, gli over 50 non sono disposti ad altri sacrifici.
La sfiducia nei partiti politici sembra invece aver superato il livello di guardia. Per l’81 per cento i partiti rappresentano solo se stessi o gruppi di potere, per il 71,4 per cento rappresentano i grandi interessi economici.
Per il futuro gli over 50 prevedono il ruolo crescente di nuove forme di rappresentanza che utilizzino per lo più internet. L’esercizio della cittadinanza ai tempi del web passa per i social network, che sono il futuro per il 30,3 per cento degli intervistati, e avranno sempre più peso secondo il 29,6 per cento. Ma una speranza per i partiti c’è: il 32,8 per cento afferma che il rilancio della politica può avvenire attraverso un profondo rinnovamento della forma partito.
Non manca l’ottimismo. Per un terzo degli intervistati gli italiani sono un popolo con una grande civiltà alle spalle, che oggi attraversa una fase di indebolimento, ma che tornerà grande. Molte sono le valutazioni autocritiche e impietose. Il 16,2 per cento degli over 50 sostiene che gli italiani si credono furbi, ma in realtà sono ingenui e si fanno abbindolare dall’eloquenza di alcuni politici. Il 13,3 per cento sottolinea come fatichiamo a stare al passo con gli altri Paesi avanzati. Per l’8,5 per cento l’Italia è un Paese in decadenza. Il 3,4 per cento è convinto che gli italiani siano un popolo ignorante e presuntuoso ma il 14,4 per cento sostiene che sono capaci di dare il meglio di noi nelle situazioni di difficoltà.