Fare politica logora il prestigio delle persone. E’ il pensiero degli italiani, che per il 77% considera mediocri le persone ai vertici della politica, mentre il 18% le giudica appena sufficienti.
Inoltre, il 37% dei cittadini non ha alcuna fiducia nei politici e il 50% ne ha una fiducia molto bassa. Per il 77% degli italiani in politica si fa carriera con raccomandazioni e favoritismi, per il 15% grazie a progressioni automatiche, e solo per l’8% in virtù del merito.
E’ questa la fotografia del rapporto tra italiani e politica, emersa nel corso di un convegno del Censis dal titolo “La politica al tempo della società impersonale”.
Il 56% degli italiani non è coinvolto in nemmeno una delle forme di partecipazione politica non elettorale: la percentuale è più alta della media europea (42%), superiore a quella di Germania (47%), Grecia (49%), Svezia (36%) e Francia (28%).
Italiani arrabbiati, impauriti e rancorosi: pronti per derive populiste. Negli ultimi tre anni gli italiani sono diventati più preoccupati (52%) e più arrabbiati (50,5%), il 45% ha iniziato a provare rabbia verso politici e istituzioni, il 40% a nutrire una minore fiducia nel futuro.
A tenere uniti gli italiani resta la comunanza degli stili di vita. Il 26% degli italiani dichiara che le persone alle quali si sentono più vicini sono quelle che fanno le stesse cose nel tempo libero e hanno un rapporto simile con i consumi. Il 16,5% indica quelle con cui si condividono valori fondamentali, dal patriottismo alla tolleranza. Per il 16% ciò che unisce è l’appartenenza alla stessa generazione, per il 10% vivere in prossimità, per l’8% fare lo stesso lavoro, per il 7% avere lo stesso reddito. Solo quote residuali riconducono il concetto di vicinanza alla dimensione politica (3%) o religiosa (2%).
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