Superata nel 2011 la soglia del 50 per cento di utenti di internet. Dal nono rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione emerge infatti che gli italiani che usano il web sono 53,1 per cento, in aumento del 6,1 per cento rispetto al 2009. Sono però i giovani tra i 14 e i 29 anni determinanti per il risultato, con una percentuale di utilizzo di internet dell’84,7 per cento, che controbilancia quella molto bassa, del 15,1 per cento, degli internauti di età compresa tra i 65 e gli 80 anni.
L’aumento del popolo del web fa attenuare il digital divide, mentre si amplia invece il press divide. È il nuovo divario tra quanti contemplano nelle proprie diete i media a stampa e quanti non li hanno ancora o non li hanno più. Una società divisa in due: da una parte, il 54,4 per cento di italiani che si accostano ai mezzi a stampa, accompagnati o meno da altri media, diminuiti rispetto al 60,7 per cento del 2009; dall’altra, il 45,6 per cento estraneo a questi media, percentuale aumentata rispetto al 39,3 per cento di due anni fa.
Che si tratti di persone che guardano solo la televisione oppure di raffinati acrobati del surfing su internet, se gli italiani leggono qualcosa, lo fanno solo attraverso lo schermo. Ne è prova anche il periodo di grave crisi attraversato dalla carta stampata. I quotidiani a pagamento perdono infatti il 7 per cento di lettori tra il 2009 e il 2011 mentre cresce dello 0,5 per cento la lettura delle testate giornalistiche on line.
L’evoluzione dei consumi mediali, sottolinea il Censis, ha inoltre dato vita al fenomeno dei “palinsesti multimediali personali e autogestiti”. Oggi è sempre più l’utente a spostarsi all’interno dell’ampio e variegato sistema dei mezzi di comunicazione, vecchi e nuovi, per scegliere il contenuto che più gli interessa secondo le modalità e i tempi che più gli sono consoni. Indipendentemente dall’uso del televisore, il 12,3 per cento della popolazione attinge ai siti internet delle emittenti tv per seguire i programmi prescelti, il 22,7 per cento utilizza YouTube, il 17,5 per cento segue programmi tv scaricati tramite il web da altre persone. Il dato relativo ai giovani che guardano i programmi su YouTube sale al 47,6 per cento (il 20,1 per cento lo fa abitualmente). Il 36,2 per cento dei giovani, inoltre, segue programmi scaricati da altri e il 24,7 per cento ricorre ai siti web delle emittenti tv. Nei programmi seguiti via internet, musica (18,3 per cento), sport (11,7 per cento) e film (9,9 per cento) sono ai vertici dell’interesse.
Nel mondo dell’informazione, la centralità dei telegiornali è ancora fuori discussione, visto che l’80,9 per cento degli italiani li utilizza come fonte. Tra i giovani, però, il dato scende al 69,2 per cento, avvicinandosi molto al 65,7 per cento raggiunto dai motori di ricerca su internet e al 61,5 per cento di Facebook. A livello generale, al secondo posto si collocano i giornali radio (56,4 per cento), poi i quotidiani (47,7 per cento) e i periodici (46,5 per cento). Dopo il televideo (45 per cento), ci sono i motori di ricerca come Google (41,4 per cento), i siti web di informazione (29,5 per cento), Facebook (26,8 per cento), e i quotidiani on line (21,8 per cento).