Con un ringraziamento rivolto “ai tanti che hanno raccolto l’appello a festeggiare i 150 anni dell’Italia unita”. E’ iniziato così il discorso celebrativo della Fondazione dello Stato unitario, tenuto nell’Aula di Montecitorio dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di fronte alle Camere riunite.
Nel suo intervento il capo dello Stato ha sottolineato che “l’unificazione italiana ha rappresentato un’impresa storica straordinaria per le condizioni in cui si svolgse, per i caratteri e la portata che assunse, per il successo che la coronò”. “La memoria di quegli eventi – ha affermato – possono risultare preziose per suscitare le risposte collettive di cui c’è più bisogno: orgoglio e fiducia, coscienza critica dei problemi rimasti irrisolti e delle nuove sfide da affrontare, senso della missione e dell’unità nazionale”.
Commentando il dibattito sul federalismo, Napolitano ha osservato che “l’autentico fine da perseguire è il rafforzamento e non l’indebolimento delle basi dell’unità nazionale”, che potrà essere raggiunto “garantendo maggiore autonomia e responsabilità alle istituzioni regionali e locali”.
Tra gli altri argomenti affrontati dal capo dello Stato, il divario tra nord e sud, giudicata “una condizione che si colloca al centro delle preoccupazioni e responsabilità nazionali” e che necessita di “un esame di coscienza collettivo al quale in nessuna parte del paese ci si può sottrarre”.
Le celebrazioni dell’Unità d’Italia si sono aperte questa mattina con la deposizione, da parte di Napolitano, di una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto al Vittoriano. Il capo dello Stato, accompagnato dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è stato atteso ai piedi del monumento del Milite Ignoto dai presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal presidente della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo. Successivamente, al Pantheon, Napolitano ha deposto una corona d’alloro sulla tomba di Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d’Italia. Quindi il presidente della Repubblica si è recato al Gianicolo dove ha scoperto la restaurata statua equestre di Anita Garibaldi e inaugurato il monumento che riporta il testo integrale degli articoli della Costituzione della Repubblica Romana del 1849. Dopo aver deposto una corona d’alloro al restaurato monumento nazionale a Giuseppe Garibaldi, Napolitano ha visitato il complesso monumentale di Porta San Pancrazio e il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina. Ha poi partecipato alla Santa Messa officiata dal presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.