Secondo la Svimez dal 2004 al 2006 i cittadini meridionali hanno ricevuto l’11 per cento di risorse in meno rispetto a quanto sarebbe stato trasferito con coerenti politiche redistributive e di sviluppo. Sul fronte della spesa per lo sviluppo, in particolare, ogni cittadino meridionale ha ricevuto 211 euro in meno del programmato in base all’obiettivo del 45 per cento del totale della spesa in conto capitale.
A sostenerlo è uno a studio di Adriano Giannola, Carmelo Petraglia e Domenico Scalera sui residui fiscali regionali pubblicato sulla Rivista Economica del Mezzogiorno.
Dallo studio dei tre economisti emerge che per l’intero Mezzogiorno, il valore effettivo del residuo fiscale risulta più contenuto rispetto al suo valore teorico: il Sud ottiene dallo Stato più di quanto versa, per via dei redditi più bassi e della struttura eco-nomica più debole, ma molto meno di quanto dovrebbe.
Le regioni meridionali più penalizzate sono Abruzzo, Puglia e Campania: a fronte di un residuo teorico di -1.680 euro, l’Abruzzo registra -1.173 euro pro capite di residuo effettivo (con uno scarto del 30 per cento ), la Puglia -2.294 euro rispetto a -3.090 euro (-25 per cent), e la Campania -2.375 anziché -2.967 euro (con una differenza del 20 per cento).
11