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Continua a crescere la pedofilia on line, aumenta il volume d’affari del mercato della pedopornografia, aumentano i clienti pedofili ma soprattutto cresce in modo inarrestabile il numero dei bambini vittime di sfruttamento sessuale che di quel mercato sono la merce di scambio.
Continua a crescere la pedofilia on line, aumenta il volume d’affari del mercato della pedopornografia, aumentano i clienti pedofili ma soprattutto cresce in modo inarrestabile il numero dei bambini vittime di sfruttamento sessuale che di quel mercato sono la merce di scambio.I bambini schiavi nel 2010 sono oltre quattromila, mille in più dell’anno precedente, tre quarti dei quali ha meno di dieci anni.
E’ quanto emerge dal rapporto mensile diffuso oggi dall’Osservatorio internazionale di Telefono Arcobaleno che evidenzia che meno dell’1% delle vittime è stato identificato, segno tangibile dell’inaccettabile divario tuttora esistente fra l’atrocità del mercato della pedofilia on line e l’imbarazzante povertà delle soluzioni finora adottate per contrastarlo.
I clienti che alimentano il mercato degli oltre 45mila siti pedofili rilevati nel corso del 2010 sono per lo più europei, con l’Italia al quinto posto al mondo per consumo di pedopornografia, preceduta soltanto da Usa, Germania, Russia e Regno Unito.
Il presidente di Telefono Arcobaleno Giovanni Arena osserva che “lo sfruttamento sessuale dei bambini nell’ambito della pedopornografia è stato erroneamente considerato per troppo tempo alla stregua di un crimine informatico piuttosto che, come dovrebbe essere, una vera e propria forma di riduzione in schiavitù , con la conseguente scarsa attenzione all’identificazione delle vittime, alla loro cura, al sostegno e al reinserimento sociale”.