Un ministero per il turismo, lo sport e la cultura, la modifica dell’articolo 117 della Costituzione per ridare allo Stato la competenza in materia turistica, oltre alla facilitazione dei visti turistici dai Paesi Brics.
La ricetta di Federalberghi per superare la crisi del comparto passa attraverso questi tre punti. Lo ha ribadito il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, da Sorrento dove è in corso la 63ma Assemblea Generale.
“Il turismo italiano è allo stremo – afferma – affossato da una continua flessione della componente italiana, danneggiato dall’introduzione dissennata dell’imposta di soggiorno, investito da un crollo dei margini operativi, colpito al cuore del proprio sistema organizzativo a causa di una emorragia continua di lavoratori resa indispensabile per tenere i bilanci in un equilibrio peraltro precario. E quest’ultimo aspetto è la nuova emergenza che il settore sta affrontando e che rischia di depauperare la qualità del servizio turistico, uno degli storici fiori all’occhiello dell’ospitalità italiana”.
I numeri della crisi
E’ di -4,7% il numero dei lavoratori registrato nel primo trimestre del 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012.
Nel 2012 il dato finale è stato pari al -3%. Quindi un drastico peggioramento in linea tendenziale.
Nel dettaglio i lavoratori a tempo indeterminato sono diminuiti, nel primo trimestre 2013, del 3,8% e quelli a tempo determinato sono crollati del 6,1%.
Quanto all’andamento dei pernottamenti del primo trimestre 2013 gli italiani fanno segnare un -4,4% e gli stranieri un timido +3,7% per una flessione complessiva dell’1%.
Il saldo tra nuove aperture e chiusure di imprese ricettive nel 2012 ha prodotto un risultato pari a -811 unità.
Il RevPar (fatturato per camera) nel 2012 ha fatto segnare nel resto d’Europa un +4,8% ed in Italia un -1,2%, aprendo un gap pari al 6% complessivo.
Il turismo italiano produce annualmente 114 miliardi di euro di consumi, dei quali 30 miliardi di euro da parte della componente straniera.
Ogni anno in Italia si registrano 375 milioni di pernottamenti, dei quali 250 milioni negli alberghi.
L’imposta di soggiorno al momento è stata applicata da 467 Comuni che tuttavia equivalgono a quasi il 50% della ricettività nazionale. Nel 2012 le entrate per i Comuni, derivanti dall’imposta di soggiorno, ammontano a 173 milioni di Euro, mentre per il 2013 si prevede che salgano addirittura a 250 milioni di Euro.
Tali importi costituiscono mediamente il 5% delle entrate tributarie dei Comuni e vanno a colmare buchi di bilancio, non venendo reinvestiti per migliorare la turisticità delle località medesime.