Fine dell’idillio tra hotel e portali di ricerca e prenotazione online come Booking.com ed Expedia. La colpa, dicono gli albergatori, sono le rigide regole imposte dai colossi internet e i costi di commissione divenuti troppo alti.
“Sembrava un bel matrimonio il nostro. Poi il partner si è fatto sempre più esoso – spiega a La Repubblica Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi – Non possiamo più accettare clausole presenti nei contratti sottoscritti in passato che si sono rivelate un vero capestro. Abbiamo scoperto che non siamo più liberi di fare offerte speciali per le nostre camere. Il prezzo non può mai scendere sotto quello indicato nel sito con cui abbiamo il contratto”.
La rivolta non riguarda solo gli alberghi italiani, ma anche quelli europei. Le Autorità garanti delle concorrenza hanno avviato indagini in Austria, Francia, geramnia, Ungheria, Norvegia, Svezia, Svizzera e Rego Unito.
Secondo Nucara, le regole delle Olta, Online Travel Agencies, sono in contrasto con le leggi dell’Unione Europea. “C’è un danno per noi ma anche per i consumatori. Per questo abbiamo deciso di chiedere l’assistenza dello studio legale McGuireWoods di Bruxelles e di valutare la possibilità di richiedere l’intervento dell’Autorità antitrust italiana”.
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