L’Italia, insieme a Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia e Regno Unito, è tra i Paesi europei con “squilibri non eccessivi”. A rischio, invece, Spagna e Slovenia. Lo scrive la Commissione europea nel rapporto finale sugli esami svolti per i 13 Stati membri che in base alla relazione sul meccanismo di allerta del novembre scorso presentavano segni di squilibri macroeconomici.
L’indagine ha constatato il procedere dell’aggiustamento macroeconomico in Europa, anche se carattere e velocità di tale aggiustamento variano ancora tra uno Stato membro e l’altro. Tra le tendenze positive riscontrate, il calo dei disavanzi delle partite correnti, la convergenza dei costi unitari del lavoro, correzioni dei prezzi eccessivi delle abitazioni e riduzioni dell’indebitamento del settore privato. “Ma – avverte la Commissione – alla luce della diversità delle sfide e degli squilibri nei vari paesi, le differenze in termini di crescita persisteranno probabilmente anche nei prossimi anni”. E’ pertanto necessario “monitorare con attenzione gli squilibri macroeconomici in diversi Stati membri” e si impone dunque “un deciso impegno per le riforme strutturali in modo da garantire che tali squilibri vengano eliminati in modo ottimale e che possano essere create le condizioni per una crescita sostenibile e per la creazione di posti di lavoro.”
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