“Le 250mila piccole e medie imprese dei distretti industriali guardano all’immediato futuro con un cauto ottimismo, ma il 2011 potrebbe non essere l’anno di svolta, bensì un necessario momento di riflessione sull’evoluzione del modello dei distretti e, per esteso, dell’intero sistema manifatturiero italiano”. A dichiarlo è Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere.
”Gli importanti segnali di vitalità che arrivano sul fronte dell’export – prosegue Dardanello – consentono a molti imprenditori di guardare con ottimismo all’anno da poco iniziato. Ma il clima generale resta ancora di attesa, soprattutto per quanto riguarda l’occupazione: solo il 6 per cento delle imprese riprenderà ad aumentare gli organici nel 2011, e il 30 per cento farà ancora ricorso agli ammortizzatori sociali. Il modello distrettuale mostra però una capacità di reazione e adattamento molto forte. Le strategie che molte aziende stanno seguendo – e che la crisi ha
accentuato – passano attraverso lo sviluppo di modelli centrati sulla flessibilità, sull’efficienza, sulla qualità e sull’innovazione. Nell’ultimo decennio, ad esempio, le domande di brevetto europeo delle imprese localizzate nei distretti sono cresciute con un tasso medio annuo del 6,1 per cento, a fronte di una crescita media nazionale pari al 4,1 per cento”
“In questa fase in cui il sapere e le competenze specifiche hanno assunto un ruolo fondamentale – conclude il presidente di Unioncamere -, le alleanze strategiche e gli accordi di collaborazione rappresentano la condizione necessaria per rafforzare la capacità competitiva. Non a caso, già oggi un quarto delle impreseb distrettuali partecipa a forme di collaborazione formali in grado di dar vita a reti più ampie. Favorire la diffusione sul territorio di una progettualità comune tra imprese, attraverso, ad esempio, i contratti di rete, è quindi una importante operazione culturale, sulla quale le Camere di commercio sono già impegnate, d’intesa con il ministero dello Sviluppo Economico”.
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