Sono le medie imprese italiane le prime a mettersi alle spalle la crisi ed intraprendere un percorso di crescita economica.
Le 4.030 medie imprese industriali monitorate da dieci anni da Mediobanca e Unioncamere nella periodica indagine annuale, hanno ripreso fiato nel 2010 e prevedono per quest’anno un ulteriore miglioramento di tutti gli indicatori economici, dopo aver subito nel 2009 un forte calo del fatturato (-16,3 per cento), delle esportazioni (-18,4 per cento) e del valore aggiunto (-9,1 per cento),
Una elaborazione svolta all’interno dell’indagine di quest’anno mostra che se questi campioni del Made in Italy avessero pagato gli stessi oneri fiscali delle grandi imprese (32,9 per cento invece del 45,5 per cento), avrebbero risparmiato in 10 anni quasi 9 miliardi di euro, pari al 20 per cento dei mezzi propri a fine 2008, al 16 per cento del cumulo degli investimenti eseguiti ed al 24 per cento degli utili del decennio.
“Siamo il paese dei paradossi, dove le imprese che hanno successo vengono penalizzate con più fisco e più burocrazia – ha dichariato Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere – Quello delle medie imprese è un modello di successo da supportare ed implementare. Più del 60 per cento di esse ha visto crescere il fatturato nel 2010, oltre il 70 per cento ha in programma investimenti per quest’anno e il 30 per cento ha aumentato l’occupazione. Per rendere questo modello organizzativo ancora più robusto sono necessarie politiche incisive per offrire servizi di qualità, infrastrutture materiali e immateriali, un fisco più equo”.