Esprimono fiducia le imprese italiane alla vigilia del 2011. Secondo i dati dell’indagine annuale coordinata da Eurochambrese, l’Associazione delle camere di commercio europee, e diffusi oggi da Unioncamere, quasi il 60 per cento per cento degli operatori dell’industria e dei servizi prevede che i segnali di ripresa registrati nel 2010 si consolideranno nei prossimi dodici mesi. L’Italia, tra i Paesi dell’Unione Europea, risulta essere quello con la quota più elevata di aziende che nel 2011 aumenteranno gli investimenti: il 55,4 per cento.
Secondo gli imprenditori italiani, le prospettive di business per il 2011 sono migliori rispetto al 2010: quasi un quarto degli intervistati, infatti, si attende un progresso nelle opportunità di affari, mentre si riduce la quota di coloro che prevedono un peggioramento, passata dal 31 al 17 per cento.
In termini territoriali, mentre il Centro-Nord contribuisce in modo deciso al rafforzamento dei segnali di ripresa (12 punti percentuali il saldo tra attese positive e negative, contro un saldo medio nazionale di 7 punti), il Sud e le Isole confermano le loro criticità anche nelle attese per il 2011 (con saldi negativi in entrambe le ripartizioni).
Anche a livello europeo il clima di fiducia è in generale miglioramento. Se si escludono alcuni Paesi come Svezia e Belgio (con saldi positivi di oltre i 50 punti), nel complesso gli imprenditori europei prevedono uno scenario economico che conferma o migliora il risultato del 2010. Previsioni particolarmente negative sono, invece, quelle che emergono tra gli operatori greci, con un saldo negativo superiore a 55 punti). Dello stesso segno, ma di minor entità, anche quelle spagnole e polacche.
“L’immagine dell’Europa che ci restituiscono le imprese è quella di un sistema produttivo che si è rimesso in moto, che nel 2010 ha posto le basi per tornare a crescere e che nei prossimi mesi, in molti casi, vede concrete possibilità di un ulteriore rilancio – commenta il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – L’indagine evidenzia però la necessità di interventi sempre più coordinati a livello europeo per realizzare queste attese, sostenendo e implementando negli Stati Membri l’attuazione di iniziative-quadro come lo Small Business Act e il Single Market Act.
Il nodo cruciale resta l’allocazione di risorse finanziarie adeguate a sostegno degli obiettivi strategici di Europa 2020. Sarà questo il banco di prova dell’impegno degli Stati Membri per la crescita economica e l’occupazione”.
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