Nel 2012 l’inflazione crescerà del 2,4 per cento. E’ la previsione dell’Indis, l’Istituto dell’Unioncamere specializzato nella distribuzione dei servizi, che ha effettuato anche una valutazione delle ripercussioni delle manovre estive e del decreto “Salva Italia” sui prezzi al consumo.
Secondo l’indagine, a determinare l’aumentato dei prezzi nel nuovo saranno principalmente l’incremento delle tariffe pubbliche, l’innalzamento dell’Iva e le imposte sui carburanti.
Ttra i principali interventi del decreto “Salva Italia” varato dal Governo Monti, alcune misure, sostiene il rapporto, andranno ad impattare in misura sensibile sull’inflazione: oltre all’aumento dell’accisa sui carburanti, all’introduzione del super bollo sulle auto di grossa cilindrata e sulle attività finanziarie, il previsto intervento sulle aliquote dell’Iva determinerà un innalzamento dell’inflazione di un punto e mezzo percentuale a regime, anche se tempi e modalità di revisione dei listini dipenderanno dal vigore della domanda interna, che per il 2012 è prevista di segno ampiamente negativo. Ammettendo tale scenario, il 2012 dovrebbe chiudersi con una variazione dei prezzi al consumo pari al 2.4 per cento in media d’anno. In una situazione di dinamica salariale in rallentamento, tale situazione contribuirà ad aggravare l’erosione del potere d’acquisto da parte delle famiglie. Tra i vari aggregati, attesi forti rincari per le tariffe pubbliche, soprattutto in ragione dei tagli ai trasferimenti locali stabiliti dalle manovre correttive dei conti pubblici varate nel 2011.
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