La legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita viola la Convenzione europea dei diritti umani. Lo sostiene la Corte europea per i diritti dell’uomo, in un giudizio emesso all’unanimità sul ricorso presentato da una coppia italiana.
Rosetta Costa e Walter Pavan, portatori sani di fibrosi cistica, si erano rivolti all’organo di giustizia europea per poter sottoporre gli embrioni ottenuti per la fecondazione assistita allo screening preimpianto.
La Corte Ue ha bocciato il divieto, previsto dalla legge 40, all’analisi degli embrioni per impiantare soltanto quelli sani. La sentenza stabilisce che l’attuale normativa viola il diritto al rispetto della vita privata e familiare. A Rosetta Costa e Walter Pavan lo Stato dovrà versare 15mila euro per danni morali e 2.500 per le spese legali.