Tra marzo e giugno in Italia sono state aperte circa 3.300 procedure fallimentari, il 3,2 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2011. Lo affermano dati del Cerved Group, secondo i quali, pur essendosi interrotto un trend negativo che proseguiva da sedici mesi, rimane elevato il numero dei fallimenti, pari a 6.500 nel primo semestre del 2012.
Quasi tre quarti di questi fallimenti riguardano società di capitali, la forma giuridica d’impresa che ha maggiormente risentito della crisi.
Nei primi sei mesi del 2012 i default sono diminuiti del 7,3 per cento tra le società di persone, del 9,8 per cento tra le imprese individuali e nelle altre forme, mentre hanno
continuato ad aumentare proprio tra le società di capitali (+4,6 per cento).