Nel 2011 l’Italia si conferma primo Paese europeo per numero di prodotti agroalimentari di qualità dop, igp e stg: 239, 20 in più rispetto al 2010. Di questi, 233 risultano attivi.
Dai dati diffusi oggi dall’Istat emerge che i settori con il maggior numero di riconoscimenti sono gli ortofrutticoli e cereali (94 prodotti), i formaggi (43), gli oli extravergine di oliva (42) e le preparazioni di carni (36). Le carni fresche e gli altri settori comprendono, rispettivamente, tre e 21 specialità.
Nel 2011 gli operatori certificati sono 84.148, in calo dello 0,5 per cento rispetto al 2010. Di questi, il 91,9 per cento svolge esclusivamente attività di produzione, il 5,9 per cento solo trasformazione e il restante 2,2 per cento entrambe le attività.
I produttori (-0,4% rispetto al 2010) sono più numerosi nei settori dei formaggi (31.116), degli oli extravergine di oliva (20.278) e degli ortofrutticoli e cereali (16.621).
I trasformatori (+4 per cento rispetto al 2010) sono più numerosi nei settori degli oli extravergine (1.855), dei formaggi (1.663) e degli ortofrutticoli e cereali (1.092).
Nel sistema di certificazione, gli operatori fuoriusciti (9.080) superano i nuovi entrati (8.641). Tra i titolari di queste aziende prevale la componente maschile: infatti, il 79,9 per cento dei produttori e l’85,3 per cento dei trasformatori sono uomini.
Il 28 per cento dei produttori è localizzato in montagna a fronte del 17 per cento di aziende agricole montane rilevate dal censimento dell’agricoltura nel 2010.
A livello territoriale continua il progressivo rafforzamento dei prodotti di qualità nelle regioni meridionali, sebbene gli operatori e le strutture produttive risultino storicamente radicati soprattutto nel Nord del Paese.