Palazzo Venezia, a Roma, ospita dal 5 al 14 ottobre 2012 la Biennale Internazionale di Antiquariato.
In mostra la pittura, con opere di notevole rilievo per autore ma anche per qualità oggettiva. Molti i maestri classici proposti. Tra loro, una Madonna con bambino del giovane Lippi in mostra alla Galleria Moretti, il “San Pietro pentito”, vero capolavoro del Guercino proposto da Robilant e Voena o il raro Todeschini di grandiose dimensioni portato da Carlo Orsi. Tra le opere del nostro Ottocento, le due vedute di Ippolito Caffi e quelle di Simone Pomardi della Galleria Antonacci, o i ritratti di Mario Cavaglieri che Robertaebasta espone insieme a Depero e ad un pezzo unico: un vaso Richard Ginori disegnato da Gio Ponti appositamente per l’Expo di Parigi del 1925.
Medardo Rosso e un Balla della Collezione Sarfatti saranno nello stand della Galleria Russo, mentre Phidias espone “La lettura” che Victor Reggiani dipinse su incarico dei celebri Goupil.
Poi il grande Novecento con i Savinio, Burri, De Chirico e Fontana di Mazzoleni e ancora Fontana, Picasso, Max Ernst che Tornabuoni allinea a un elegantissimo tavolo da centro e ad una consolle di gusto berniniano.
Le prime segnalazioni sui mobili fanno tutte presagire una qualità da grande connoisseur internazionale. Basti citare le commode francesi e le consolle toscane proposte da Bortolozzi o a quelle del grande ebanista Nicolas Grevenich proposte da Wannenes.
Non mancheranno di interessare un pubblico internazionale anche i reperti cinesi, da museo, proposti dalla galleria Ajassa di Torino, come il cavallo in terracotta dipinta della dinastia Tang (618-907) e la coppia di animali fantastici in terracotta dipinta, della medesima dinastia, così come i tappeti rarissimi, tra i quali un perfetto Susani storico e 5 pannelli che sarà possibile trovare da Luciano Cohen.
Roma è anche micro mosaico. Capolavoro della Fabbrica di San Pietro è la natura morta esposta dalla galleria Luigi Colasanti, bellissimo il San Sebastiano del Butterfly Institute of Fine Arts di Lugano.
Chi ama gli argenti non avrà che da sbizzarrirsi. A cominciare da un capolavoro di metà Cinquecento: la Croce devozionale in cristallo di rocca e argento fuso commissionata da un grande dignitario spagnolo e proposta da Cesati. O l’Adorazione dei pastori, siciliana del Settecento, in avorio, lapislazzuli, madreperla e ambra de Il Quadrifoglio. Dario Ghio, insieme a pezzi meravigliosi di ambiti diversi, soprattutto sei-settecentesco, porta alla Biennale due stupefacenti “Fiumi”, il Congo e il Tevere, di Andrea Spadini.
Non è che un primo, ridotto assaggio di quanto i 70 invitati riuniranno a Palazzo Venezia. Già da questo si ha la percezione di quanto questa Rassegna sia cresciuta e sia ormai di riferimento per un pubblico non solo italiano.
Spazio da protagonista anche all’archeologia, con proposte come il busto marmoreo di Herrinius, figlio dell’imperatore Decio, opera raffinata del terzo secolo, proposto dall’Antichità Valerio Turchi. Archeologia greco romana sarà anche la proposta della new entry galleria Cahn di Basilea. Sulla scultura dal Medioevo al Neoclassico, punterà anche l’allestimento della galleria Tomasso Brothers di Leeds e Londra.
La Biennale dell’Antiquariato insieme agli antiquari espositori è impegnata nel progetto di restauro di tre preziosi dipinti ad olio su tela provenienti dalla Cappella della Passione della chiesa di S. Maria in Aquiro a Roma. Le opere, raffiguranti una “Incoronazione di Spine”, una “Flagellazione” ed una “Pietà” risultavano fortemente compromesse nel loro stato di salute. Il restauro, finanziato dagli Antiquari della Biennale di Roma è appena stato ultimato. Questo consentirà di esporre le opere al pubblico presso Palazzo Venezia durante la prossima esposizione prima del loro ritorno nella originaria sede.