Uomini, con meno di 45 anni, e con al massimo la licenza media. E’ il profilo prevalente degli individui senza dimora. Una condizione che in Italia, rileva l’Istat, riguarda lo 0,2 per cento dell’intera popolazione.
L’incidenza sul totale dei residenti risulta più elevata nel Nord-ovest, dove le persone senza dimora corrispondono a circa lo 0,35 per cento della popolazione residente, seguono il Nord-est con lo 0,27 per cento, il Centro con lo 0,20 per cento, le Isole (0,21 per cento) e il Sud (0,10 per cento).
La maggioranza dei senza dimora è costituita da stranieri (59,4 per cento) e le cittadinanze più diffuse sono la rumena (l’11,5 per cento del totale delle persone senza dimora), la marocchina (9,1 per cento) e la tunisina (5,7 per cento).
In media, le persone senza dimora riferiscono di esserlo da circa 2,5 anni. Quasi i due terzi (il 63,9 per cento), prima di diventare senza dimora, vivevano nella propria casa, mentre gli altri si suddividono pressoché equamente tra chi è passato per l’ospitalità di amici e/o parenti (15,8 per cento) e chi ha vissuto in istituti, strutture di detenzione o case di cura (13,2 per cento). Il 7,5 per cenot dichiara di non aver mai avuto una casa.
Gli stranieri senza dimora sono più giovani degli italiani (il 47,4 per cento ha meno di 34 anni contro l’11,3 per cento degli italiani), hanno un titolo di studio più elevato (ha almeno la licenza media superiore il 40,8 per cento contro il 22,1% degli italiani) e vivono da meno tempo nella condizione di senza dimora (il 17,7 per cento lo è da almeno due anni, contro il 36,3 per cenot degli italiani). Più spesso vivono con altre persone (il 30 per cento contro il 21,8 per cento), in particolare con amici (17,4 per cento contro 10,2 per cento). Ben il 99,1 per cento è nato in uno stato estero e solo il 20 per cento era senza dimora prima di arrivare in Italia.