“Il conferimento del Premio Nobel per la pace alla Unione Europea pone in massima evidenza, con il più alto degli omaggi, una semplice grande verità storica: l’integrazione europea è nata innanzitutto come progetto di pace”.
Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Il presupposto di questo processo, ha continuato il capo dello Stato, è stata “la conciliazione tra Francia e Germania affinché nel cuore dell’Europa, già focolaio di due devastanti guerre mondiali, si creassero le condizioni per una convivenza pacifica e operosa fra gli Stati e le nazioni”.
“E lungo le linee di una politica di pace l’Unione Europea si è mossa per lunghi decenni – ha continuato Napolitano – Innanzitutto, la Comunità Europea fino al 1989 rappresentativa di una parte dell’Europa, quando il continente era radicalmente diviso in due e questa divisione recava in sé anche i germi di un possibile nuovo fatale conflitto. C’è stata poi la riconciliazione, l’unificazione tra Europa occidentale ed Europa orientale, come venivano all’epoca un po’ sommariamente definite le due parti del nostro continente. Ciò ha segnato davvero la conclusione di un processo che deve essere sempre valorizzato, salvaguardato il consolidamento della libertà e della democrazia nella pace come grande insegna del processo di integrazione europea, come grande obiettivo comune e modello per il resto del mondo”.