Il Palazzo d’arte e cultura di Pisa apre le porte, da domani e fino al 3 febbraio, all’arte di Wassily Kandisky.
La rassegna presenterà un Kandinsky inedito per l’Italia, attraverso cinquanta opere, appartenenti al periodo russo del padre dell’astrattismo, ascrivibile tra il 1901 e il 1921, anno in cui fu costretto ad abbandonare per sempre la Russia Sovietica, che pure aveva sostenuto nei primi anni della rivoluzione, per accettare l’incarico offertogli da Walter Gropius di dividere con Paul Klee l’insegnamento al Bauhaus.
I capolavori di Kandinsky, provenienti da collezioni private, dal Museo di Stato di San Pietroburgo e da altre importanti istituzioni pubbliche russe, ricostruiranno la storia e le origini della sua arte e saranno messi a confronto con i dipinti di altri membri dell’avanguardia tedesca e russa di inizio ‘900: Gabriele Munter, Alexej Jawlensky, Marianne Werefkin e Arnold Schonberg.