Risparmiare 3,7 miliardi di euro, destinando nuovi investimenti alla tutela della sicurezza. E’ l’obiettivo delle nuove misure sulla semplificazione a favore dei cittadini e delle imprese proposte dai ministri per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione e dello Sviluppo economico, contenute nel “ddl semplificazioni bis” e approvate oggi dal Consiglio dei ministri. Le semplificazioni intervengono sui settori del lavoro e della previdenza, infrastrutture, beni culturali ed edilizia, privacy, ambiente e agricoltura.
Il provvedimento rappresenta un proseguimento dell’opera intrapresa con decreto Semplifica Italia e vuole dare un importante contributo al rispetto degli impegni assunti a livello comunitari per la riduzione degli oneri amministrativi che gravano su cittadini e imprese.
Meno carte, più sicurezza
Vengono semplificati esclusivamente adempimenti formali in materia di sicurezza sul lavoro, senza toccare gli aspetti sostanziali della disciplina. Nelle disposizioni vi è un largo utilizzo, sull’esempio delle migliori esperienze internazionali, di modelli standard, di modelli e procedure semplificate nonché l’allungamento dei termini di apertura delle dogane per facilitare il disbrigo delle pratiche per l’import e l’export. Si rende più facile da parte delle imprese il corretto adempimento degli obblighi sostanziali e nello stesso tempo si agevola il controllo da parte degli organi di vigilanza e la partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze.
In materia di tutela ambientale si prevede un complesso di norme predisposte dal ministero dell’Ambiente per semplificare una serie di procedimenti nel pieno rispetto degli standard comunitari al fine di assicurarne l’accelerazione, fermi restando i livelli di tutela.
Edilizia. Tempi certi e stop al silenzio rifiuto
Un importante intervento riguarda la tutela del paesaggio e l’edilizia. In particolare sul permesso di costruire si prevede la certezza dei tempi di conclusione del procedimento. La norma elimina il silenzio rifiuto previsto per il rilascio del permesso di costruire nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali: il provvedimento dovrà essere sempre espresso in base ai principi stabiliti dalla legge numero 241 del 1990. Inoltre per quanto riguarda l’autorizzazione paesaggistica, al fine di assicurare la certezza dei tempi di conclusione del procedimento, si prevede l’obbligo dell’amministrazione competente, una volta decorso il termine, ridotto a 45 giorni per l’espressione del parere da parte del soprintendente, di provvedere sulla domanda di autorizzazione.
Vita più semplice per i cittadini
Il provvedimento prevede anche procedure più semplici e snelle come ad esempio la possibilità, in maniera contestuale, di effettuare il cambio di residenza e di presentare la dichiarazione per la tassa dei rifiuti. Si evitano ai cittadini, spiega una nota, inutili peregrinazioni tra gli uffici e si previene l’evasione tributaria. Altra opportunità sarà anche il rilascio da parte degli atenei, su richiesta del diretto interessato, delle certificazioni dei titoli di studio anche in lingua inglese.