In Italia la corruzione continua a crescere mentre calano denunce e condanne. Lo evidenzia il “Rapporto sulla corruzione in Italia” realizzato dalla commissione nominata dal ministro Filippo Patroni Griffi e coordinata da Roberto Garofoli.
Le ultime rilevazioni del Rating of control of corruption, si legge nel documento, collocano l’Italia agli ultimi posti in Europa e con un trend che evidenzia un costante peggioramento negli ultimi decenni. I dati giudiziari indicano un calo dei delitti di corruzione e concussione consumati: dai 311 casi del 2009 ai 223 del 2010 (-88 casi). Le persone denunciate sono passate nello stesso periodo da 1.821 a 1.226 (-595 persone).
I costi economici della corruzione sono stimati in diversi miliardi di euro. Per quanto riguarda le grandi opere, il rialzo straordinario dei costi dovuto alla corruzione si aggira intorno al 40%.
Una ricetta per arginare il fenomeno? Prevenire moltiplicando le barriere interne all’amministrazione, imponendo elevati livelli di trasparenza totale, irrobustendo l’integrità dei funzionari pubblici e degli attori del sistema imprenditoriale, rivitalizzando il sistema della responsabilità disciplinare, favorendo la collaborazione dei dipendenti onesti, introducendo modelli di organizzazione e amministrazione con specifica funzione di prevenzione delle illegalità.
Il testo completo del Rapporto sulla corruzione