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Il coniuge che respinge le avances sessuali del partner si assume la responsabilità della fine del menage matrimoniale e la colpa dell’eventuale separazione.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, intervenuta nel caso di una donna che, dopo la nascita della figlia e per i successivi sette anni si era negata al marito, costringendolo anche a dormire in un’altra stanza.
«Il persistente rifiuto di intrattenere rapporti affettivi e sessuali con il coniuge – si legge nella sentenza della Suprema Corte – provocando oggettivamente frustrazione e disagio e, non di rado, irreversibili danni sul piano dell’equilibrio psicofisico, costituisce gravissima offesa alla dignità e alla personalità del partner».