Ci sono porzioni del sistema produttivo che non sono rimaste immobili di fronte alla crisi. Lo rileva il 46mo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese presentato oggi. C’è il sistema delle imprese cooperative, cresciute del 14% tra il 2001 e il 2011, attestandosi a poco più di 79.900 unità, ancora in grado di generare occupazione: +8% di addetti tra il 2007 e il 2011, a fronte del -1,2% degli occupati in Italia, e +2,8% anche nei primi nove mesi del 2012 (+36.000 addetti rispetto all’anno precedente). Ci sono le imprese femminili, oggi pari a 1.435.000, il 23,4% del totale delle aziende italiane: a settembre 2012 si sono ridotte appena di 593 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di una diminuzione di oltre 29.000 imprese guidate da uomini.
C’è il sistema della media impresa, che conta 3.220 aziende, con un contributo del 15% alla produzione manifatturiera, che arriva al 21% se si considera l’indotto: negli ultimi dieci anni l’aggregato dei bilanci è rimasto sempre in utile, grazie anche al fatto che il 90% esporta, con una incidenza del 44% delle vendite all’estero sul fatturato complessivo. C’è poi il settore delle Ict, in particolare delle applicazioni Internet: nelle circa 800 start-up del 2011 l’età media degli imprenditori è 32 anni. E poi le green technologies: si stima che il 27% delle imprese industriali abbia effettuato investimenti in questo comparto, così come il 26,7% delle imprese di costruzioni, il 21% delle imprese di servizi, fino a punte di quasi il 40% tra le public utilities.