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Nel 2010 sono stati 2.621.019 i delitti denunciati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia, lo 0,3% in meno dell’anno precedente. Lo rende noto l’Annuario statistico italiano dell’Istat. Tra le tipologie di delitto, l’unico deciso incremento si registra per lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (+21,0%); calano, invece, le denunce per usura (-19,4%), gli omicidi volontari (-10,2%) – ancora di più quelli imputabili a organizzazioni di tipo mafioso (-23,3%) – e le rapine (-5,8%).
Nel 2010 sono stati 2.621.019 i delitti denunciati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia, lo 0,3% in meno dell’anno precedente. Lo rende noto l’Annuario statistico italiano dell’Istat. Tra le tipologie di delitto, l’unico deciso incremento si registra per lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (+21,0%); calano, invece, le denunce per usura (-19,4%), gli omicidi volontari (-10,2%) – ancora di più quelli imputabili a organizzazioni di tipo mafioso (-23,3%) – e le rapine (-5,8%).Alla fine del 2011 risultano in corso 22.423 misure alternative alla detenzione (affidamento in prova al servizio sociale, semilibertà, detenzione domiciliare, libertà vigilata, libertà controllata, semidetenzione), in aumento del 21,6% rispetto all’anno precedente. Queste misure riguardano donne nell’8,2% dei casi, nel 15,7% stranieri e nel 17,1% persone dipendenti da alcool e droghe.
Come nel 2010, le misure più utilizzate sono l’affidamento in prova al servizio sociale (44,4%) e la detenzione domiciliare (37,3%). Diminuiscono lievemente i detenuti nelle carceri italiane: nel 2011 sono 66.897, l’1,6% in meno dell’anno precedente. Nel 4,2% dei casi si tratta di donne, mentre gli stranieri sono il 36,1%. Un detenuto su cinque lavora, in massima parte (83,8%) alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria. Il problema del sovraffollamento continua a rappresentare una criticità delle carceri italiane, per quanto il rapporto tra detenuti presenti e posti letto previsti sia sceso a livello nazionale, passando da 151 del 2010 a 146,4 del 2011. La situazione è mediamente più critica nel Nord (157,5 detenuti per 100 posti letto), ma anche nel Mezzogiorno e al Centro i valori sono ben lontani da quello ottimale. La capienza massima delle carceri viene superata in tutte le regioni italiane con l’eccezione del Trentino-Alto Adige (72,3 detenuti presenti per 100 posti letto) e tocca il picco massimo di 182 detenuti per 100 posti letto in Puglia.