Nel 2013 l’Italia cederà un punto di Pil. E’ quanto prevede Bankitalia, che ha rivisto al ribasso la precedente stima del – 0,2 per cento.
Tuttavia la recessione potrebbe avere fine nella seconda parte del 2013.
“Al di là della congiuntura sfavorevole – si legge nel Bollettino dell’Istituto di via Nazionale – il nostro paese deve saper trovare le motivazioni e gli incentivi per affrontare con decisione il problema della crescita. Guadagni di competitività possono essere solo il risultato di un impegnativo ma imprescindibile disegno organico di riforma. I suoi punti fondanti – prosegue Bankitalia – sono da tempo oggetto di attenzione: dalle liberalizzazioni nell’accesso ai mercati al loro migliore funzionamento e al sostegno dell’accumulazione di capitale umano e fisico, dal miglioramento della qualità dei servizi pubblici alla riduzione degli ostacoli burocratici, dal contrasto all’evasione fiscale e alla corruzione a una maggiore efficienza della giustizia civile. La crescita della produttività dipende da un progresso netto in tutte queste componenti. L’equilibrio dei conti pubblici, è la precondizione per il successo: l’incertezza delle condizioni sui mercati finanziari legata alle tensioni sui debiti sovrani riduce la fiducia, disincentiva l’investimento e l’innovazione”.
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